Al momento stai visualizzando Tabella Unica Nazionale: cosa cambia nel 2026 per chi chiede un risarcimento

Tabella Unica Nazionale: cosa cambia nel 2026 per chi chiede un risarcimento

  • Categoria dell'articolo:Blog

Per anni, una delle ingiustizie più silenziose del sistema risarcitorio italiano è stata questa: due persone con la stessa lesione, lo stesso grado di invalidità, la stessa età, potevano ricevere risarcimenti completamente diversi a seconda del tribunale in cui veniva trattata la loro pratica. A Milano poteva valere una cifra, a Palermo un’altra, con differenze che in certi casi arrivavano al 30-40%.

Dal 5 marzo 2025 questa disparità è destinata a finire. Con l’entrata in vigore della Tabella Unica Nazionale — comunemente chiamata TUN — l’Italia ha finalmente uno strumento unico e uniforme per calcolare il risarcimento del danno biologico grave. Una riforma attesa da quasi vent’anni.

Cos’è la Tabella Unica Nazionale

La TUN è uno strumento normativo introdotto dal D.P.R. n. 12 del 13 gennaio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 febbraio 2025 ed entrato in vigore il 5 marzo 2025.

Stabilisce un valore economico preciso per ogni punto percentuale di invalidità permanente compresa tra il 10% e il 100% — le cosiddette macrolesioni, ovvero i danni gravi e permanenti alla salute.

Prima della TUN, i tribunali italiani utilizzavano tabelle diverse, soprattutto quelle del Tribunale di Milano, considerate un riferimento non vincolante. Ora esiste un parametro unico su tutto il territorio nazionale, con valore di legge.

A chi si applica

La TUN nasce nell’ambito del Codice delle Assicurazioni e si applica in primo luogo ai sinistri stradali con lesioni gravi avvenuti dopo il 5 marzo 2025. Ma la sua portata è più ampia.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8630 del 7 aprile 2026, ha chiarito che la TUN deve essere il parametro di riferimento anche per i casi di responsabilità medica, e che i giudici devono tendenzialmente adottarla anche per sinistri precedenti al marzo 2025, qualora la liquidazione avvenga dopo quella data.

In pratica, chi sta aspettando un risarcimento per un incidente stradale o un errore medico con postumi permanenti gravi, anche se il fatto è avvenuto anni fa, potrebbe vedere il proprio caso calcolato con i nuovi criteri.

Come funziona il calcolo

Il sistema della TUN si basa su tre variabili principali.

La prima è il grado di invalidità permanente, espresso in punti percentuali. Più alta è la percentuale, più alto è il valore economico riconosciuto per ogni punto — con una progressione che cresce in modo più che proporzionale al crescere del danno.

La seconda è l’età del danneggiato. Chi è più giovane riceve un risarcimento più alto, perché dovrà convivere con la menomazione per più anni.

La terza è la componente morale, che la TUN integra direttamente nel calcolo, prevedendo una percentuale di aumento automatica — che varia a seconda della gravità del danno — per tenere conto della sofferenza psicologica e del peggioramento della qualità della vita.

A questo importo base, il giudice può aggiungere una personalizzazione ulteriore fino al 30% nei casi in cui la menomazione incida in modo particolarmente rilevante su aspetti specifici della vita della persona — un’attività sportiva, un’occupazione, un ruolo familiare o sociale.

Cosa cambia rispetto al passato

La novità più importante è la certezza. Prima della TUN, l’importo del risarcimento dipendeva in larga misura dal tribunale, dall’avvocato, dalla compagnia assicurativa e dall’orientamento del giudice. Ora esiste un punto di partenza oggettivo e uguale per tutti.

Questo non significa che tutti i risarcimenti saranno uguali. La perizia medico-legale resta determinante: il grado di invalidità va dimostrato, e le compagnie assicurative continueranno a fare pressione per ottenere valutazioni al ribasso. Ma almeno il valore economico di ogni punto è fisso, aggiornato annualmente dal Ministero sulla base degli indici ISTAT.

Per il 2026, il valore base del primo punto di invalidità è aggiornato a 963,40 euro, in seguito al D.M. del 10 dicembre 2025. Con la TUN, il campo di battaglia si sposta dalla scelta della tabella alla valutazione del danno. Le compagnie assicurative punteranno a ridurre il numero di punti riconosciuti, non potendo più agire sul valore unitario.

Una perizia medico-legale indipendente, condotta da un professionista esperto e di parte, è oggi più importante che mai. È il documento che stabilisce quanti punti di invalidità spettano, e su quel numero si costruisce l’intero risarcimento.

Una sottostima anche minima — un punto in meno, due punti in meno — può tradursi in differenze economiche molto significative, soprattutto nelle invalidità più elevate dove i valori crescono in modo progressivo.

Una novità che riguarda anche chi ha già avuto un incidente

La sentenza della Cassazione del 2026 ha aperto uno scenario importante: anche chi ha subito un sinistro prima del marzo 2025 e ha ancora una pratica in corso potrebbe beneficiare dei nuovi criteri, se la liquidazione avviene oggi.

Non si tratta di retroattività in senso tecnico, ma di un orientamento della magistratura che privilegia la TUN come parametro equitativo anche per il passato. Chi ha una pratica ancora aperta dovrebbe verificare con attenzione come viene calcolato il proprio risarcimento.

Come ci muoviamo noi

In Gruppo Themis seguiamo con attenzione ogni aggiornamento normativo e giurisprudenziale, perché conoscere le regole del gioco è il primo strumento per tutelare chi si affida a noi.

Se hai subito un incidente stradale o un errore medico con postumi permanenti, e non sai ancora a quanto ammonti il tuo risarcimento secondo le nuove tabelle, siamo a tua disposizione per una valutazione gratuita e senza impegno. Non chiediamo mai anticipi: lavoriamo con te fino al risultato, e le nostre competenze vengono riconosciute solo quando il risarcimento è ottenuto.

Gruppo Themis — Professionisti del Risarcimento. Al tuo fianco in ogni fase.Condividi